Tages-Anzeiger/Urs Jaudas
Oggi le e-bike devono essere caricate tramite la rete elettrica. Se la Powerpaste si imporrà, potremo portare con noi l’elettricità sotto forma di cartucce nel cestello della bici
Innovazione & energia
04.05.21 - 09:480

Presto le e-bike viaggeranno a idrogeno?

Una Powerpaste potrebbe presto rivoluzionare completamente la produzione di elettricità a partire dall’idrogeno.

La geniale scoperta dell’istituto Fraunhofer rende superflui i serbatoi e non inquina l’ambiente.

Sembra una tecnologia fantascientifica alla «Star Trek»: si prende una cartuccia, la si infila nell’apposita apertura, la si avvita brevemente e voilà si accendono le luci; l’astronave con motore a curvatura è pronta alla partenza. Suona come qualcosa appartenente ad un futuro lontano e invece è già a portata di mano. Non il motore a curvatura ma la cartuccia con il pieno di energia.

L’invenzione si chiama Powerpaste ed è stata sviluppata dal centro per la ricerca sulla tecnologia a idrogeno dell’istituto tedesco Fraunhofer (IFAM). A un’altra divisione dello stesso istituto dobbiamo il formato audio standard MP3 e allo stesso modo anche la Powerpaste è musica per le orecchie di chi vede il futuro dell’energia non nelle batterie ma nell’idrogeno.

Un principio geniale

La pasta risolve numerosi problemi allo stesso momento. Elimina la necessità di una rete di serbatoi di idrogeno. La cartuccia occupa poco spazio e può essere trasportata ovunque, anche in zone isolate. Gli elevati standard di sicurezza richiesti per immagazzinare l’idrogeno, altamente esplosivo, non sono più necessari. Al contrario delle batterie, non deve essere smaltita: come sottoprodotto resta solo idrossido di magnesio, una sostanza non tossica utilizzata anche nell’industria alimentare. E come reagente serve solo acqua di qualsiasi grado di durezza, anche l’acqua di mare dovrebbe andare bene.

Il principio è geniale: la cartuccia con la pasta viene infilata in un generatore di idrogeno. Da un serbatoio viene quindi prelevata l’esatta quantità di acqua necessaria per coprire il fabbisogno di elettricità. La pasta reagisce con l’acqua rilasciando idrogeno. Questo viene subito diretto in una cella a combustibile PEM (cella a combustibile con membrana a scambio protonico) che trasforma l’idrogeno in elettricità.

Costi di produzione ridotti

Da un chilo di idrogeno possono essere prodotti 1,6kWh di elettricità e servono quindi dieci chili di pasta. Secondo un white paper dell’istituto Fraunhofer, con questa tecnologia sarebbe possibile alimentare apparecchi con un fabbisogno di elettricità tra i 100 watt e i 10kW. La Powerpaste ha dieci volte la capacità di una batteria agli ioni di litio e una densità energetica maggiore della benzina. Con la Powerpaste, un guidatore potrebbe percorrere almeno la medesima distanza che percorrerebbe con la stessa quantità di benzina.

La pasta non perde inoltre la carica nel tempo. Le temperature ridotte o elevate non sono un problema: solo al di sopra dei 250°C la pasta si disgrega. La trasformazione in elettricità non provoca rumori. I costi dovrebbero inoltre essere contenuti: secondo le stime, un chilogrammo di pasta dovrebbe costare circa 2 euro.

La pasta non è ancora pronta per essere immessa sul mercato. A fine 2021, l’istituto aprirà un impianto pilota che produrrà quattro tonnellate di pasta ogni anno. Anche l’utilizzo della pasta per le auto è ancora materia di studi futuri. L’istituto Fraunhofer menziona tuttavia numerosi altri campi di utilizzo: per produrre energia elettrica in campeggio, per i generatori di emergenza, per i cantieri, per gli impianti di sorveglianza o per alimentare droni, e-bike e altri veicoli elettrici leggeri. L’unico mezzo che non viene menzionato nel white paper sono le astronavi.

Istituto Fraunhofer IFAM
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