CHIASSO / TUNISIA
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Chi è l'uomo arrestato a Chiasso? «È un malvagio»

Nel suo paese di origine, in Tunisia, Anouar Hanachi non ha una buona nomea. Ora parlano i suoi concittadini e rivelano di che pasta è fatto l'uomo che verrà espulso dal Ticino

CHIASSO - Da domenica Anouar Hanachi, il fratello del killer di Marsiglia, si trova in carcere insieme a sua moglie. Sono stati arrestati nel centro asilanti di Chiasso e la Fedpol ne ha predisposto l’espulsione verso la Tunisia. L’uomo «è già noto ai servizi di polizia esteri per i suoi legami con il terrorismo di matrice jihadista» secondo quanto comunicato dalle autorità federali.

Ma in che modo sono considerati nel loro paese d'origine, in Tunisia Anouar e suo fratello? Il giornale 24 heures ha condotto un reportage a Biserta, nel quartiere popolare dove sono cresciuti i due uomini. Due persone che incutevano timore, Anouar ancor più del killer di Marsiglia. «Anouar è pericoloso» ha detto un vicino di casa dell’uomo che si trova ora dietro le sbarre a Chiasso.

La porta della casa in cui i due sono cresciuti è rimasta chiusa. All’interno c’era il padre che non aveva nessuna intenzione di parlare con i giornalisti.

Furti e violenze - Il nome di Anouar viene pronunciato da ogni bocca nel quartiere di Biserta. Nel 2011, dopo la rivoluzione, avrebbe guidato un gruppo salafista. Secondo un negoziante nella zona si trattava però unicamente di una facciata: «Io appartenevo al suo gruppo - ha detto a 24 heures -. In realtà ci chiedeva di rubare moto e di dire ai proprietari che le avrebbero riavute in cambio di denaro».

Un giovane, mostrando le sue cicatrici, ha affermato di avere ricevuto 80 frustate da Anouar che lo ha beccato mentre vendeva droga. «Mi ha detto che stava applicando la Sharia». Radicalizzato, Anouar è stato in Siria. Una volta tornato, era sotto sorveglianza della polizia tunisina. «Ma era scomparso, tre settimane fa, con moglie e figlio».

«Capaci di tutto» - «Sarei rimasta meno stupita se a uccidere quelle persone a Marsiglia fosse stato Anouar e non Ahmed», ha ammesso una donna.

Il killer di Marsiglia e suo fratello - a detta dei concittadini - sono cresciuti in un contesto difficile, in un quartiere povero, con un padre «violento, alcolizzato, pazzo e donnaiolo». «Qui siamo tutti drogati e disoccupati - ha aggiunto qualcuno -. Saremmo capaci di tutto. Ma Anouar è davvero un uomo malvagio».

Ahmed, il killer di Marsiglia, viene chiamato «il drogato», ma il suo modo di vivere regalava delle speranze nel suo quartiere. Era sposato con una donna italiana dal 2015 e viaggiava spesso in Europa. Un ragazzo che lo frequentava spesso ha detto di lui: «Mi piaceva uscirci insieme. Era sempre ben vestito, indossava delle Air Max vere, al suo fianco mi sentivo figo».

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