MONDO
07.11.17 - 08:000

Oltre le tre dimensioni: arriva la stampa 4d

Non siamo ancora del tutto entrati nel mondo della stampa in tre dimensioni che già nasce l’evoluzione che promette di rivoluzionare, e migliorare, il mondo: il 4D printing

 

Negli ultimi anni si è parlato molto di stampa 3d e delle sue possibili applicazioni. In effetti, questa tecnologia è ad oggi applicata con successo in diversi settori, dal design alla gioielleria, dall’edilizia innovativa alla produzione di componenti estremamente complessi. Qualcuno si è avvicinato come non professionista comprando le economiche stampanti 3d che si possono trovare nei negozi e dilettandosi a realizzare oggetti tridimensionali fatti, o meglio stampati, in casa.

In questo scenario arriva la naturale evoluzione, ovvero la stampa in 4d. Superate le tre dimensioni dello spazio, la tecnologia entra nella quarta: il tempo.

Materiali con memoria - Tempo, flessibilità e adattamento a condizioni variabili sono le caratteristiche principali della stampa in 4d: prodotti stampati saranno capaci di reagire ad uno stimolo esterno. Non più (o non solo) materiali plastici o metallici ma con filamenti organici o compositi in grado di mutare, deformarsi. Aumentare le dimensioni da 3 a 4 significa rivoluzionare potenzialmente la vita di tutti i giorni, infatti le applicazioni sono davvero numerose, alcune fino a poco tempo fa erano limitate al campo della fantascienza. A quanto pare, il famoso “futuro” è finalmente arrivato.

Quali sono le possibili applicazioni della stampa 4d? - In molti si staranno chiedendo se questa innovazione avrà delle applicazioni concrete o rimarrà l’ennesima tecnologia limitata a specifiche aree. Vediamo insieme qualche esempio, partendo dal semplice. Immaginate di comprare una poltrona attraverso un e-commerce che dopo essere stata bagnata si monterà da sola. Oppure di non aver più bisogno di un idraulico quando si rompe un tubo in casa perché sarà in grado di rigenerarsi da solo in quanto stampato in un materiale più simile a un’epidermide che a un polimero.

Probabilmente però, l’impatto più dirompente avverrà nella biomedicina. Materiale organico stampato capace di deformarsi da solo quando entra in contatto con il sangue per velocizzare i processi di cicatrizzazione di una ferita, o ancora polimeri elettroattivi come sensori, attuatori e muscoli che potranno cambiare la vita di chi ha subito un trauma e magari è costretto su una sedia a rotelle, sono solo alcune delle possibili attuazioni.

Ancora oltre: stampa 5d - Questa sì sembra uscita da un film. Si tratta di un sistema che supera i tradizionali metodi di archiviazione. All’università di Southampton, in Inghilterra, nei laboratori dell’Optoelectronics Research Centre hanno lavorato sulla necessità di archiviare l’enorme massa di dati che incrementiamo ogni giorno: con una stampante laser a 5 dimensioni e un supporto di vetro è stato possibile registrare fino a 360 terabyte (più o meno 360 hard disk di ultima generazione) di dati all’interno di nanostrutture. In un sistema 5d la capacità di storage è migliaia di volte superiore a quella di CD e Dvd. Inoltre, siccome il vetro è un materiale molto duraturo e resistente all’usura, le informazioni possono essere conservate in ottimo stato per secoli.

Alcuni visionari già intravedono la possibilità di unire la stampa 5d alla mente umana attraverso qualche sorta di neural lace (esiste già). Stampare i pensieri? Sembra proprio che un giorno si potrà fare.

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