PRIME IMPRESSIONI
06.12.17 - 14:510

La Opel Grandlad X prosegue l’alleanza franco-tedesca

Strettamente imparentata con la Peugeot 3008, l’ultima nata in casa Opel va che è una meraviglia anche con il tre cilindri e ha la spaziosità tra i suoi punti di forza.

La fortunata serie “X” di Opel, che contraddistingue l’ultima generazione di SUV, approda al segmento intermedio con la Grandland, permettendo alla Casa tedesca – ora parte del Gruppo francese PSA – di espandere la sua gamma che già conta sulle compatte Crossland X e Mokka X. Il modello è derivato piuttosto strettamente dalla Peugeot 3008, ma riesce a conservare design e carattere ben distinti. Le dimensioni sono piuttosto generose, con una lunghezza che sfiora i 4,5 metri; le linee moderne, proporzionate e molto piacevoli: specie di profilo, dove un certo dinamismo beneficia degli sbalzi ridotti della carrozzeria. Più convenzionale e sobrio, da tradizione Opel, il frontale.

L’abitacolo è realizzato con una cura altrettanto apprezzabile, attraverso finiture e materiali di buon livello che includono la piacevole superficie gommata nella parte superiore di plancia. Il design è più funzionale che originale, ma ha il pregio di lasciar individuare con immediatezza ed intuitività i vari comandi. La strumentazione è analogica, tradizionale; a centro plancia lo schermo multifunzione tattile offre una valida diagonale (8”) ed include le funzionalità di connessione smartphone (Android, Apple) oltre al servizio Wi-Fi. I comandi di base della climatizzazione, di tipo fisico, sono immediatamente raggiungibili, ma se si vuole variare manualmente i flussi dell’aerazione serve navigare tra le schermate del display. Lo spazio a bordo è tra i punti di forza della vettura, a cominciare dal posto di guida con sedile molto comodo, dall’imbottitura consistente (“firmato” dallo specialista tedesco in ergonomia, AGR) seppur con ridotto contenimento laterale, insieme a registri di ampia portata. Posteriormente, alla notevole libertà di movimento per le gambe si aggiungono bocchette di aerazione specifiche, presa Usb e divano con passaggio per carichi ingombranti in lunghezza. Ampio, come si conviene in questa classe, il vano di carico, che spazia tra 514 e 1652 litri di cubatura.

Sotto il cofano, quanto meno inizialmente, sono offerte due sole motorizzazioni, di cubatura contenuta e potenze sufficienti per la maggior parte delle esigenze; a inizio 2018 arriveranno anche la ibrida plug-in, con soluzione 4x4 elettrica, e la diesel di punta con il due litri da 180 cv abbinato al cambio automatico a otto rapporti. Non è disponibile alcuna soluzione di trazione integrale meccanica, ma è presente il versatile ed evoluto controllo elettronico di trazione Grip Control, completo di selettore per cinque modalità di risposta a seconda della tipologia di fondo stradale impostato. Gli ausili alla guida appaiono completi, con regolatore di velocità automatico, riconoscimento segnaletica stradale, avviso superamento involontario corsia, avviso di collisione con frenata automatica di emergenza e riconoscimento dei pedoni. A richiesta pure i proiettori AFL adattivi a led.

Su strada, scegliamo con una certa curiosità proprio la versione col piccolo 1.2 benzina turbo da 130 cv (da 26'800 CHF): può apparire ridotta su un’auto di questa gamma e la stessa sonorità, rauca – ma sommessa – tipica del frazionamento a tre cilindri, suona un po’ insolita; eppure, bastano pochi chilometri per scoprire prestazioni vivaci ed un funzionamento pronto, progressivo e in special modo elastico, grazie alla coppia consistente (230 Nm) con picco disponibile già da 1750 giri. Non serve dunque cambiare con assiduità per ottenere variazioni soddisfacenti del ritmo di marcia, mentre lo scatto appare adeguato per ogni condizione (0-100 km/h in 11,1 secondi). Ottima, poi, la silenziosità di marcia a velocità anche molto sostenuta, provata sulle Autobahn tedesche: ci si scopre a seguire facilmente il flusso più rapido su andature di 20-30 km/h superiori a quanto ci si aspetterebbe “a orecchio”, nel pieno comfort. 198 km/h la punta massima. Valido il cambio manuale, seppur non rapidissimo nella corsa della leva: l’automatico si fa preferire per dolcezza, senza nulla togliere alla vivacità d’insieme. La Grandland X convince in pari misura tra le curve, mostrando un comportamento maturo e raffinato con ottima aderenza, ridotti movimenti del corpo vettura e piacevole precisione nei cambi di direzione. 

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